Pieve di Romena

TEMPORE FAMIS MCLII. Questa scritta è scolpita sul capitello della prima colonna di sinistra entrando nella splendida Pieve di San Pietro a Romena ed indica la circostanza e l’anno in cui questa pieve romanica fu edificata.

In origine questa colonna non era la prima, ma la terza. Infatti la facciata e le prime due arcate dell’edificio crollarono nel 1678. Nonostante questa mutilazione, la Pieve di Romena è, dal punto di vista architettonico, la chiesa più importante del Casentino.

Qui lo stile romanico si esalta ed anche il profano non può non rimanerne affascinato. Al mattino lame di luce entrano dalle bifore e trifore dell’abside ed illuminano i grezzi ma eleganti capitelli realizzati sicuramente da maestranze lombarde, le stesse che eseguono più o meno nello stesso periodo i capitelli della Pieve di Stia, quella di Strada in Casentino e La Pieve di Montemignaio.

Questa pieve romanica a tre navate fu costruita su un preesistente edificio religioso, probabilmente del secolo VIII, i cui resti e certi frammenti sono visibili scendendo nel sotto chiesa attraverso una scala, sulla destra, all’internodell’edificio.

Fino a qualche anno fa in questa pieve si trovavano importanti opere d’arte medievali. Queste sono oggi conservate nella vicina propositura di Pratovecchio. Esternamente la parte di maggior fascino della Pieve di Romena, oggi dichiarata Monumento Nazionale, è sicuramente l’abside. Al visitatore che giunge da Pratovecchio o dal Castello di Romena (si può arrivare anche da una deviazione sulla strada della Consuma) appare come una scultura perfettamente incastonata in un classico paesaggio toscano, anzi, nel tipico e splendido paesaggio Casentinese.

Dal 1991 questa Pieve è anche sede della Fraternità di Romena, luogo di fede e amicizia.